Disturbi della memoria

I disturbi della memoria sono un disturbo presente e comune specialmente tra gli anziani, ma possono interessare anche i più giovani.

INVECCHIAMENTO CEREBRALE

Fisiologiche e graduali modificazioni strutturali e funzionali, cui il cervello va incontro con il passare del tempo. Durante l’Invecchiamento cerebrale si verifica una riduzione del volume e del numero delle cellule nervose, della morfologia e del numero delle sinapsi. È stato calcolato che, a partire dai 30 anni, le cellule nervose cominciano a morire. Dopo i 70 anni si possono perdere anche 100.000 neuroni al giorno. Le qualità intellettuali possono restare inalterate. Tuttavia, molti anziani presentano una riduzione nella rapidità e abilità durante l’esecuzione dei movimenti, soprattutto fini e complessi. Dal punto di vista cognitivo l’invecchiamento cerebrale comporta un rallentamento nei processi di apprendimento e una riduzione nella velocità di elaborare le informazioni. Indagini di imaging funzionale cerebrale mostrano come queste modificazioni siano riconducibili ad un’alterata attivazione della corteccia prefrontale e dell’ippocampo. 

DEMENZA

Il termine demenza definisce una compromissione stabile delle funzioni cerebrali superiori acquisite ed esclude tutti gli stati di insufficienza mentale transitoria o secondaria a sviluppo deficitario. Il concetto di demenza implica un’incapacità da parte dell’individuo affetto di rispondere alle proprie esigenze quotidiane. Ad essa si associano deficit cognitivi misurabili, alterazioni dello stato emozionale e disturbi comportamentali. Esistono numerose condizioni patologiche che possono indurre uno stato di demenza: tra queste, la malattia di Alzheimer rappresenta la forma più comune.

Quando rivolgersi al neurologo?

Disturbi della memoria a breve o lungo termine che interferiscano con la  vita quotidiana per definire la loro genesi: fondamentale, infatti, definire se il disturbo ha una genesi psico-somatica o invece segno di un iniziale disturbo cognitivo

- Se il disturbo della memoria è associato a disturbi del linguaggio, attenzione, capacità di giudizio

- Se il disturbo della memoria si accompagna a disturbi comportamentali o stato confusionale

- Se il disturbo della memoria si presenta con disorientamento spaziale o temporale

ESAMI DIAGNOSTICI 
UTILI

RMN  encefalo: per escludere patologie cerebrali vascolari o neurodegenerative e valutare la presenza di atrofia cerebrale

PET cerebrale: per escludere patologie cerebrali vascolari o neurodegenerative e valutare la presenza di atrofia cerebrale

Tests neuropsicologici: l'esecuzione di un'adeguata batteria di test neuropsicologici può fornire indicazioni indispensabili sull'esistenza e gravità del deficit cognitivo, sulle aree cognitive compromesse e per valutare la progressione di malattia nel corso del follow-up

Test MMPI: un test psicodinamico per valutare la presenza di disturbi della sfera emotiva, individuare segni depressivi o altri disturbi comportamentali

Esami sierici: per escludere che i disturbi della memoria siano da attribuire a malattie endocrine o metaboliche, carenze alimentari o malattie infettive

LA TERAPIA

Farmacologica sia per curare la malattia (e quindi rallentarne l’evoluzione) sia per curare i sintomi associati quali l’agitazione psicomotoria, l'aggressività, la depressione, le allucinazioni, i disturbi del sonno.

Trattamenti non farmacologici (comportamentali)

- Stimolazione con tDCS ( stimolazione elettrica transcranica ) : quando il disturbo della memoria è iniziale

-  Terapia occupazionale